A due passi dal mare.
Non quello delle brochure, ma quello che ti entra nei vestiti e ti segue anche quando torni a casa.
C’è questo posto, un fondo, sì. Ufficio, sulla carta.
Ma le carte mentono spesso, entri dalla strada, da solo.
Niente filtri. Solo una porta e quello che decidi di farci dentro, può essere uno studio, certo,
una scrivania, due sedie, qualcuno che parla troppo.
Oppure niente. solo spazio e silenzio, che a volte valgono più di tutto il resto.
Il mare è lì, dietro l’angolo, ci arrivi senza pensarci.
E quando torni hai ancora addosso il sale, i capelli in disordine, la voglia di non fare niente.
Ed è lì che cambia tutto.
Perché questo posto non resta un ufficio.
Diventa un punto d’appoggio.
Uno di quelli veri.
D’estate ci entri con la pelle che brucia e la testa vuota, ti cambi, butti un asciugamano in un angolo, ti siedi un minuto, solo uno e già basta.
Nei weekend è ancora meglio.
Scappi dalla solita roba, arrivi qui, apri la porta e sei già altrove.
Nessun hotel, nessuna prenotazione, nessuno che ti aspetta.
Solo il tuo spazio. Sempre lì.
Fuori c’è la città che fa la sua scena:
bar, bicchieri, gente che si crede felice,
luci che tremano sul lungomare quando scende la sera.
Dentro no, dentro sei tu.
È un posto così., ci lavori, se proprio devi.
Ci vivi, quando ne hai bisogno.
E senza fare troppo rumore
diventa il tuo angolo sul mare, uno di quelli che non chiedono niente,
ma sanno restare.









