
Io non vendo case, le case ci sono anche senza di me.
Fatte di muri, crepe, porte che si chiudono male, finestre che non isolano un bel niente quando tira vento.
Io sto nel mezzo, tra uno che vuole scappare e uno che spera di arrivare.
La gente entra, guarda in giro, fa finta di immaginarsi felice. “Qui metterei il divano.”, “Qui la cucina.”…. Sì, certo.
Poi escono e dicono: ci pensiamo. Ci pensano sempre, a volte ci pensano troppo.
Ormai, dopo oltre 40 anni di attività, li guardo e li vedo già stanchi prima ancora di firmare.
Subentrano le paure per mutui, lavori che non bastano mai, ma farò la scelta giusta?
Cercano una casa come se fosse una risposta a soddisfare le proprie domande, ma una casa non risponde.
Una casa ti tiene dentro, a volte protegge…a volte no.
In tutti questi anni ho visto appartamenti perfetti restare vuoti, e letteralmente dei buchi di casa diventare tutto per qualcuno.
Funziona così, non c’entra il prezzo, non c’entra nemmeno la zona, alla fine.
C’entra quel momento strano in cui uno si ferma in mezzo alla stanza, guarda il niente e decide che lì può restare.
E allora io rimango zitto, perché quello è l’unico momento vero.
Tutto il resto è trattativa, parole, carte da firmare.
Fare l’agente immobiliare, non è vendere sogni.
È saper restare abbastanza lucidi da capire quando uno ha smesso di cercare e ha deciso di restare.