” Sii te stesso…gli altri sono già occupati”

“Sii te stesso, gli altri sono già occupati.”

Lo diceva un certo Oscar Wilde  con quell’eleganza sporca di chi aveva capito una cosa semplice, che il mondo ama le maschere perché le maschere non disturbano nessuno.

E infatti oggi è pieno di gente che si assomiglia.

Nel mercato immobiliare poi, sembra una processione

Stessi  completi d’ordine ( soprattutto ordinari) stirati troppo bene, stessi sorrisi da catalogo, stesse frasi da manuale sputate fuori come monetine da un distributore automatico.

Agenti usciti dalla stessa fotocopiatrice emotiva: stessi corsi motivazionali, stessi video “come chiudere una vendita in tre mosse”, stessi post dove parlano di sogni mentre guardano il cliente come si guarda un numero scritto su una pratica.

E il problema non è nemmeno la tecnica.

La tecnica serve, eccome!

Le regole servono, la correttezza serve!

Anzi, sono l’unica cosa seria rimasta in mezzo a tutto questo teatro.

Ma il punto è un altro; quando tutti imparano a parlare allo stesso modo, nessuno dice più niente, quando tutti seguono la tendenza, la tendenza diventa banale, ordinaria.

E allora ben venga il “vecchio” agente immobiliare, quello fuori da questi schemi, quello che magari non fa i balletti, non usa parole inglesi ogni tre minuti e non si spaccia come un Santone del mattone.

Uno che entra in una casa e prima di parlare guarda, ascolta il silenzio delle stanze, capisce se lì dentro c’è sostanza o solo fretta.

Capisce il proprietario da come tiene le chiavi in mano, capisce l’acquirente da ciò che non dice, capisce  soprattutto che anche loro non sono tutti uguali, pertanto la sua capacità è intuire le differenti necessità che certo non possono essere soddisfatte dalle solite frasi preconfezionate imparate a mo’ di filastrocca.

Non è un ribelle da circo, non rompe le regole, le rispetta, persino troppo.

Ma schiva volutamente quell’omologazione da catena di montaggio che oggi viene spacciata per professionalità.

Perché sa che le persone non comprano metri quadri, comprano una possibilità,

una fuga, un cambiamento per ricominciare, a volte  una versione un pochino migliore di quel che avevano già.

E questa roba non la impari in un webinar da novantanove euro.

C’è chi lavora seguendo uno schema.

E poi c’è quello che vede il passaggio dove gli altri vedono traffico.

Un po’ come il vecchio fantasista nel calcio, magari corre meno degli altri, magari per lunghi tratti sembra persino sparire dalla partita.

Ma poi inventa quella giocata storta, imprevedibile, impossibile da insegnare, e lì, la partita cambia.

Gli altri fanno movimento, lui fa differenza.

Perché l’estro, quando è vero, non è confusione, è sensibilità, è avere abbastanza personalità da restare sé stessi in un mondo che premia le copie fatte bene, o ancor peggio, le brutte copie.

E allora sì, Wilde aveva ragione.

“Sii te stesso, gli altri sono già occupati.”

Perché alla fine la massa vende immobili.

Ma certi uomini, quelli rari, vendono fiducia.

Ed è proprio così che chiudono trattative che gli altri non riusciranno mai nemmeno a capire.

Essere uno dei pochi in mezzo ai tanti….questo diceva, l’amico Oscar.

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